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domenica 29 agosto 2010

Prossima fermata...Valby

E dopo Tokyo e Shanghai, eccomi tornata...a casa!
Lasciare le familiari mura di Torino è stato un trauma - non ancora superato - ma devo ammettere che Valby, il distretto di Copenhagen dove sono andata a finire...è piuttosto carino. A breve altre foto e aggiornamenti sulla vita che devo imparare a costruirmi nella terra di Kierkegaard, di Ticho Brahe e di Amleto...il resto è silenzio.

giovedì 8 luglio 2010

Tramonti e nuovi orizzonti


La prima cosa che ho notato quando sono scesa dall'auto è stata l'intensità della luce. La luce cerulea di un cielo ancora chiaro, nonostante fossero quasi le 11 di sera. Il traghetto per Rødby in qualche minuto sarebbe partito.
Ho girato le chiavi, ho aperto la portiera e sono uscita a respirare un po' di aria fresca.

Nel tratto di autostrada da Lubecca a Fehmarn si vedono solo distese infinite di campi battuti da un vento instancabile. Dopo quasi sedici ore di viaggio, quel panorama così struggente e affascinante sembra infinito ma quando si arriva al piccolo porto di Puttgarden l'estenuante attesa viene presto ripagata. Il Baltico si distende davanti a te, in tutta la sua silenziosa maestà.

E mentre stavo lì, mezza intorpidita, a osservare, ho pensato a quanto non ci potesse essere situazione più appropriata per descrivere quello che mi sentivo dentro. Un altro importante capitolo della mia vita si chiude così, tra le acque scure di un freddo mare del nord. Attraversarle per me significa fare capolino in una terra straniera e dare inizio a una nuova e stimolante avventura.

Con il cuore colmo di buone speranze, mi sono avvicinata al mio compagno di viaggio, appoggiandogli la testa sulle spalle, e una lacrima di gioia mista a paura mi ha rigato il viso.

Il tramonto sul Baltico è un'esperienza emozionante.

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When I went out from the car, the first thing that I could notice has been the intensity of light. The cerulean light of a bright sky, even if it was almost 11 p.m. The ferry-boat to Rødby was about to sail. I turned the key of the car, I opened the door and I went out to breathe some fresh air.

What you can see from the highway from Lubeck to Fehmarn is just a long sweep of windy fields. After almost sixteen hours of travel, such a yearning and fascinating panorama seems to be endless but when the little harbour of Puttgarden comes, that long wait is soon rewarded.
The Baltic Sea is in front of you, so silent and big.

And while I was standing there, half dulled, I thought about how suitable this situation was to describe what I was feeling inside. Another important chapter of my life was going to end, on the dark water of this northern sea. To cross it means to me not just to arrive in another foreign country but also to begin a new and stimulating adventure.

I came up to my travel-mate with the heart full of good hopes and I rested my head on his shoulder. A teardrop of happiness and fear furrowed my face.

The sunset on the Baltic Sea is a touching experience.